Ho sempre pensato che il valore di un gioiello prescinda dal costo della materia di cui è composto o dal marchio a cui esso è legato: per me il valore di un gioiello è dato dai messaggi che questo porta con sè, dall'affinità con la persona che lo indossa e dallo studio, dalla passione,  dal lavoro di chi lo ha creato. Questo concetto non mi ha mai abbandonata ed è diventato il mio cavallo di battaglia, spingendomi a trovare una via non ancora battuta, una strada “solo mia” che mi distinguesse e che potesse esprimere al meglio questo mio credo. Ovviamente il punto di partenza per impostare una prima collezione con queste basi è stato la scelta dei materiali: ho scelto di lavorare con il legno per poter dimostrare che si può fare gioielleria anche con un materiale considerato "povero", che mi permette di creare delle piccole sculture da indossare, altamente plastiche e decise, e di utilizzare i materiali considerati preziosi -come oro, argento e perle - solo come ornamento o come elementi strutturali, ribaltando i ruoli in cui la gioielleria classica si è arenata. Tutte le materie prime sono accuratamente selezionate e i legni pregiati utilizzati vengono stagionati con cura per diversi anni e scelti in base alla bellezza delle venature. Tutto viene realizzato a mano e ho scelto di utilizzare solo finiture di origine 100% naturale, con le tecniche carpite dai sapienti ebanisti ed intagliatori che da secoli operano sul territorio Canturino.

 

Il legno è materia nobile e strana, non è più terra e carne non è ancora; è come il latte che non è sangue ma è già più che acqua.”

[L.Santucci ]      

 

Lavorare con il legno è incredibilmente stimolante; purtroppo è un materiale che si tende a sottovalutare perché ormai ne siamo quasi assuefatti, fa parte della nostra cultura da sempre, è abbondante, di facile reperibilità e relativamente semplice da lavorare. Eppure quando gli si presta la giusta attenzione il colpo di fulmine è garantito: al tatto è caldo, rassicurante, familiare, e con la luce giusta le venature rivelano particolari incredibili, come i riflessi dorati e luccicanti dell’ebano, che in condizioni di luce normale non si possono vedere. E’ uno scambio reciproco di fiducia: se tu sei disposto ad ascoltarlo, lui ti parlerà. E poi ci sono i profumi - diversi per ogni legno- che spaziano dall’odore pungente e aromatico di spezie e incenso dell’ebano, alla fragranza delle rose quando si lavora il Bois de Rose o il dolcissimo profumo di vaniglia del palissandro...

 

 

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Dopo un'attenta ricerca e dopo una lunga sperimentazione con varie tipologie diverse di legno, ho deciso di lavorare principalmente con due essenze lignee, che mi hanno subito conquistata per la loro bellezza e le caratteristiche uniche. 

Ebano

L'ebano è un legno pregiato e splendido, che rapisce per il suo colore nero, insolito e intenso. La qualità che abbiamo deciso di utilizzare proviene dall'Africa Centrale e per questo motivo è anche chiamato "ebano del Gabon" (diospyros crassiflora). Estremamente compatto e pesante, questo legno richiede una lavorazione lenta, paziente e meticolosa che regala però risultati straordinari, una volta levigato e lucidato. 

 

Radica

La radica proviene da un arbusto sempreverde chiamato erica arborea, che cresce solo allo stato selvatico nelle zone della macchia mediterranea. La parte che viene definita radica è la massa tondeggiante e nodosa che si sviluppa sotto terra, alla base dell'arbusto, e viene definita anche "ciocco" . Estremamente compatta e leggera, è un legno pregiato utilizzato prevalentemente per la realizzazione di pipe, grazie alla sua incredibile resistenza al fuoco. Per sviluppare al meglio queste caratteristiche, il ciocco necessita di una lunga stagionatura, che dura circa 4 anni in ambienti a temperatura controllata. Il suo colore spazia dal biondo chiaro alle tonalità del pesca e del nocciola e i disegni delle venature variano in modo significativo in base all'angolo di taglio. 

 

 

LA CURA DEL LEGNO

 

Il legno è un materiale naturale con una vita propria, anche quando viene lavorato e non è più parte di una pianta. Ha proprietà molto diverse dai materiali comunemente utilizzati in gioielleria e per questo motivo richiede cure e attenzioni specifiche. E' importante evitare che il gioiello sia sottoposto a sbalzi termici elevati poichè il legno tende a gonfiarsi o restringersi in base alla temperatura esterna, e quindi una variazione repentina potrebbe dar luogo a crepe o spaccature. Si consiglia quindi di non lasciare il gioiello in prossimità di fonti di calore (stufe, caloriferi) o ambienti eccessivamente umidi o secchi. E' da evitare anche il contatto diretto con l'acqua: i nostri prodotti vengono rifiniti con finiture di origine 100% naturale ed evitiamo di utilizzare vernici o trattamenti chimici che alterano la sensazione tattile propria del legno. La gommalacca e le cere che utilizziamo non isolano completamente il legno, ma lo nutrono e ne ravvivano le venature, e perciò l'azione dell'acqua influirebbe direttamente sul gioiello, opacizzandolo o rovinandolo. Infine si consiglia di evitare l'esposizione diretta e prolungata alla luce diretta del sole, che secca il legno e, nel caso della radica, ne modifica leggermente il colore. Di tanto in tanto è consigliabile applicare, con un panno, un comune prodotto per legno a base di cera d’api per lucidare e nutrire il legno.